Egr. direttore dott. Giuliano Longo
E alla cortese attenzione di Cristian Poccia

Che vergogna Cascella!

In questa campagna per le comunali di Albano, il candidato Giovambattista Cascella sta facendo girare un volantino in cui elenca le cose fatte dall’amministrazione di centro-destra. Chiunque può verificare l’attendibilità di quanto sostenuto e se le realizzazioni sono proporzionali ai dieci anni di amministrazione della sua coalizione.
Mi voglio soffermare su uno dei vanti elencati da Cascella, perché mi ha coinvolto personalmente: quello relativo al conferimento della medaglia d’argento al valore civile in ricordo dei martiri di Propaganda Fide.
Quella medaglia è stata presentata come frutto del “buon governo” dell’amministrazione uscente “sul delicato versante della memoria storica”. È evidente che l’amministrazione sia stata coinvolta nella richiesta del riconoscimento. Quella medaglia però è frutto degli sforzi dell’Associazione Propaganda Fide in questi ultimi anni. Delle numerose iniziative realizzate per tenere vivo il ricordo e di una ricerca storica, di cui mi sono fatto personalmente carico, dalla quale è scaturita la relazione che ha accompagnato e dato fondamento alla richiesta di un riconoscimento al merito civile.
Cascella assegna a merito esclusivo dell’amministrazione uscente un risultato che ha altri protagonisti, a partire da mons. Dante Bernini, per aver avviato un processo volto a mettere in risalto le vittime civili del bombardamento di Albano, per passare a Leo Evangelista, autore di importanti pubblicazioni sul bombardamento del 10 febbraio 1944, ad Ada Scaldi, presidentessa dell’associazione Familiari delle vittime di Propaganda Fide e tenace promotrice della procedura che ha portato all’ambito riconoscimento, a tutti i membri dell’associazione e per ultimo il sottoscritto, autore della relazione che ha accompagnato l’iter nella fase conclusiva.
Cascella da questo punto di vista si mostra come uomo tutt’altro che aperto al riconoscimento dei meriti altrui, ma voglio ricordargli che un amministratore normale, in un paese normale, ricevuta la medaglia, avrebbe organizzato una cerimonia ufficiale super partes, alla quale avrebbe invitato l’intera popolazione e tutti i personaggi di cui sopra, come segno di riconoscimento e di apprezzamento per il contributo recato e per gli sforzi compiuti. Al contrario, la medaglia è stata apposta sul gonfalone cittadino quasi di sottecchi quest’ultimo 10 febbraio, nel corso della consueta celebrazione della ricorrenza presso il Centro Anziani, e solo per l’intervento di Ada Scalchi a compiere il gesto è stato chiamato il prof. Giorgio Badiali, un sopravvissuto che si è avvicinato all’Associazione l’inverno scorso e che con l’Associazione ha trovato anche la forza di tornare ad Albano e di riavvicinarsi ai luoghi della tragedia dopo quel tragico 1944.

 

Prof. Ugo Mancini
Storico e docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale